Finalmente!!!

Attenzione questo post esce con quasi due mesi di ritardo!

Ebbene sì, l'undici febbraio duemilanove è data che entrerà alla storia, in quanto il sottoscritto ha finalmente messo la parola FINE al suo percorso di laurea triennale (si si si, poi toccherà anche alla CLS...).

Sono tante le cose che andrebbero dette, ma il tempo è tiranno spietato.
Mi limiterò quindi a quella più importante, visto che sono pigro copierò le ultime pagine della tesi e tanto vi basti!





Ringrazio il Professor Alessandro Armando e il Dottor. Giovanni Filocamo, per avermi supportato e sopportato nello svolgimento di questo progetto, con i ritardi e i grattacapi che questo può aver comportato.

Ringrazio la Dottoressa Valentina Resaz, non basterebbe una tesi per spiegarne i perché.

Ringrazio tutti i professori presenti e passati, per le conoscenze che mi hanno trasmesso e non per le sole che ho recepito.

Ringrazio tutti i colleghi universitari, per amicizia, caffè, appunti, libri o dispense. Un ringraziamento particolare allo staff dell’ufficio: Luca, Giorgio e Andrea, per citarne tre a caso…

Ringrazio Andrea, per l’amicizia prima, per tirocinio e tesi poi. jo man!

Ringrazio i miei genitori, Domenico e Maria Clemenza, liberi (ma moralmente forzati) finanziatori dell’Università degli studi di Genova, per essermi stati vicini più di quanto essi stessi pensano e per avermi sferzato nei momenti giusti.

Ringrazio i miei fratelli, Alberto e Maria, per sopportarmi da innumerevoli anni.

Ringrazio i miei nonni (tre di qua e uno di là), per la saggezza e l’affetto che non smetteranno mai di trasmettermi.

Ringrazio tutti i miei parenti, per i costanti incoraggiamenti alternati a rari sfottimenti.

Ringrazio tutti i miei amici, piacevoli sostituti all’utilizzo di sostanze psicotrope nei momenti di sconforto. Alessandra e Marco, Ema e Dario, Marta e tutti gli altri…

Ringrazio tutto il team di MegaLab.it: Zane, Leo, Teo, l’altro Leo, Bocca, Lambe, Thomas, Crazy, Paco, Vika, Francy, Vince, Ninja, Xero, Click, Mandrake, Andy, Ste e tutti quelli che si offenderanno perché non li ho nominati… Perché sono anni che sopportano le mie assenze per “motivi universitari”.

Ringrazio tutti i kendoka, in particolare: Akiko, Piero, Mattia, Alfio, Tiziana, Jona, Nicola, Nicola, Stefano, Carlo, Chiara, Matteo, Guido, Alessandro, Francesco, Michele, Enrico, Enrico, Daniel e poi basta che siamo in troppi e tutti non ci state… Per le legnate date, prese, presenti, passate e future e non solo.

Ringrazio il gruppo del festival della scienza e qui non ne nominerò nemmeno uno, altrimenti poi mi accusano di gonfiare la tesi ;-) Alberto, Silvia, Roberta, Vale e Mirko, Paris, Barbara, Simone e la sua spocchia, Fede, Stefano e Luca però li scrivo, giusto per far arrabbiare gli altri…

Ringrazio tutti i TheDocks, essendo in meno rispetto agli altri loro non li nomino perché c’è il rischio reale che il dimenticarne uno non possa essere scusabile ;-)

Infine, e la tengo per ultima per farla un po' incazzare...Ringrazio quella splendida fanciulla che mi ha pungolato costantemente in questi ultimi mesi, appropriandosi di buona parte del merito della mia laurea ;-)
Grazie Amore mio!




Che dire: basta con le smancerie che ho esaurito la dose fino al 2012 (anno della fine del mondo) per cui...


Cya space cowboys

Scarabocchiato da GiO il 7.4.09 0 COMMENTI Link a questo post  

Benzina sul fuoco. Strategia o stupidità?




Una deputata radicale, Rita Bernardini, va a visitare in carcere gli stupratori di Guidonia.
Come prevedibile il fatto genera l'ira di molti, ira che si scatena anche attraverso la posta elettronica, inondando di insulti e minacce più o meno velate la malcapitata.

Fin qui niente di nuovo sotto il sole, roba già vista e già sentita...

Quel che mi stupisce è come possa un giornale citare stralci di minacce, tutt'altro che velate, nascondendosi dietro l'oramai inflazionato dovere di cronaca.

Penso che un "crepa puttana di merda" non aggiunga niente dal punto di vista intellettuale al discorso, ma che anzi abbia il solo scopo di scatenare ulteriore rabbia, magari in chi non pensava fosse lecito lasciarsi andare a tali rimostranze, ma che vedendole ora legittimate dalla carta stampata non potrà esimersi dal dare il suo contributo.

Non solo i giornali, ma anche i collaboratori stessi della Bernardini sono dell'idea che il modo migliore di regire alla faccenda sia quello di dare visibilità ad ogni singolo insulto corredandolo di nome e cognome del mittente.


Evidentemente qui di strategie di comunicazione non se ne sa niente... Oppure, ad essere maliziosi, se ne conoscono fin troppe.


Peccato che un gesto che avrebbe dovuto dar modo di discutere di una questione non da poco sia servito solo a fare dell'inutile caciara buona solo a chi si ciba di malizia.


Buon lavoro agli avvocati.

Buon Natale vol.2

Spada laser AKA rasoio elettrico Braun.
L'ultimo ritrovato della tecnologia per combattere la mia ispida peluria facciale. Fa il suo lavoro bene, rapidamente e soprattutto indolore.
Grazie Amore! (dì la verità, è più un regalo per te che per me ;-))
Purtroppo la barba è inarrestabile nella sua crescita, ma almeno così riesco a radermi tutti i giorni. Con la lametta la cosa era fattibile esclusivamente pagando il fio in irritazioni da irraggiamento nucleare.


Dopobarba vari.
Fatti la barba! Si accompagnano al regalo precedente in un messaggio palese giuntomi da diversi fronti ;-)


Cravatta.
Finchè te la regalano i genitori ha un significato, quando te la regalano fratello e sorella però...


Non starò a dilungarmi sul resto, camicia, maglione, guanti da sci, libri, un buono fnac, ecc... Bellissimi, utilissimi e tutti graditissimi!


Però, però...Eccolo il vero piatto forte!
Qualcosa così pregno di significato che fatico a trovare le parole per descriverlo.














Grazie, grazie di cuore!

Perchè 74 euro si pagano leggeri sapendo che qualcuno ha passato un NATALEDIMERDAGELIDA per estorcermeli!

Buon Natale!

Tanti auguri di buon Natale a tutti i fancazzisti supremi che all'1:30 del 25 Dicembre non hanno niente di meglio da fare che venire su questo blog a leggere gli auguri ;-)


Andate a scartare i regali!!!

Dai che poi vi farò un bel post acidissimo sui regali ... :D

Scarabocchiato da GiO il 25.12.08 2 COMMENTI Link a questo post  

I 10 comandamenti

Chase



Rosso.
Frizione. Prima.

Verdeeeeeeevia!

Duemila giri. Seconda.
Tremila. Curva.
Un rettilineo mi si spiana davanti. Nero, deserto.
Terza. Quarta. Quinta.
I Chemical a tutto volume non riescono a coprire il rombo del motore.
V8 sovralimentato e 'fanculo ai dollari al barile.
Lo scarico disperde PM10 e decibel alla velocità con cui le gomme divorano l'asfalto.
Il panorama è un quadro di Monet.
Acceleratore sdraiato.
Mi godo ancora una porzione di questo rettilineo prima di rallentare.
Freccia, accosto nel nulla.
Fermo.

La musica è scesa assieme alla velocità, si sente solo il borbottio del V8, come le fusa di una tigre.
Aspetto. Non si fa attendere molto.
Fari nello specchietto si avvicinano mentre un rombo lontano diventa velocemente un boato.
Il V8 ruggisce.

Frizione. Prima.
Un'ombra mi supera, frantumandomi lo specchietto.
Vetri rotti nella notte su cui si riflettono le luci dei suoi stop. Mi aspetta.

Via!

Una manciata di secondi per riprenderla. Fair play.
Sul lungo è più veloce, ma ora iniziano le curve e le danze le conduco io.
A seimila giri se stacchi male puoi sentire distintamente la frizione bestemmiare.
A settemila potresti non sentire più nulla.
Sfioro i freni, stacco, giù il volante a destra.
Artigli sull'asfalto mentre un gesso stride sulla lavagna che ho nel timpano.
Dio benedica la mescola delle gomme.
Il tornante va giù liscio.
Dietro i miei stop c'è lei, i suoi fanali scompaiono alle mie spalle al tornante dopo.
Scaliamo il passo fra ruggiti di motore e stridi di gomme.

Tokyo drift un paio di palle frocetti!

A queste velocità una macchia d'olio non è un pericolo, è una certezza.
Sfondo il guardrail e mi precipito lungo la scarpata. Nei film le macchine esplodono al primo impatto, nella realtà è tanto se esplodono gli airbag. Le lamiere si accartocciano come se l'auto fosse una gigantesca lattina, frammenti di vetro mi piovono addosso. Poi arriva la benzina, infine le fiamme.
Posso sentire l'odore della carne bruciata mescolata alla pelle dei sedili... Ci vorrà un po' prima che vada di nuovo a un barbecue.

Una sagoma nera aspetta poco distante. Non vedo il volto ma so che sorride.

"Hai perso bimbo"

"Al diavolo! Hai barato!"

"Certo che ho barato, le faccio io le regole!" Dice lei.

"Regole del cazzo..."

"Non lagnarti bello! Tocca a te!"


Osservo un'ultima volta il corpo senza vita avvolto dalle fiamme e me ne vado...






Neve. Freddo. Nebbia.
Il vento mi frusta la pelle mentre gli sci mordono il ghiaccio.
A queste velocità un albero non è un pericolo, è una certezza...

La vedo.
Le sue gambe formano angoli interessanti mentre la testa guarda dove non potrebbe.
Mi fermo.

"Regole del cazzo!" Le sento dire.

"Che vuoi che ti dica..." Rispondo, "le hai scritte tu no?"

"Perchè non sei scappato?" Mi chiede, "Era la tua occasione."

"Se non mi insegui, che gusto c'è?"


Possano Lorenzo e Rrobe perdonarmi per lo stravolgimento di un loro personaggio.

Scarabocchiato da GiO il 14.11.08 4 COMMENTI Link a questo post  

Diario di un kendoka #4 - Nidan!



Ebbene sì! Nonostante la pigrizia, l'università, il lavoro e tutto ciò che in quest'ultimo anno si è frapposto fra me e il mio bogu sono riuscito a diventare secondo dan di kendo!

WOOOO!!! (ovazioni di sottofondo)

I ringraziamenti di rito li ho già fatti tutti; questo post ha ragione di esistere invece per ringraziare la mia dolce metà, per la pazienza olimpica dimostrata nello sciropparsi non so ben quante ore di pazzoidi urlanti che si prendevano vicendevolmente a randellate...

Certo è che ora lei può raccontare in giro di uscire con una macchina per uccidere...


Va là che fa figo pupa!

Diario di un kendoka #3 - testa bassa

Anzi:

Giù la testa, coglione!


per citare un famoso film di Sergio Leone...



Qualunque cosa accada, ovunque vi colpiscano, mai, Mai, MAI e poi mai alzare la testa.

Perchè?

Ecco perchè!





Bello vero?! Pensate che fa pure male. Vi si blocca il fiato, non riuscite più a respirare e se non ci mettete del ghiaccio si gonfia, se si gonfia poi non è mai una cosa bella, ci passa un sacco di roba utile nel collo!


Ok, detto questo, son cose che capitano, a tutti... Capiterà anche a voi, inutile che pensiate che non vi toccherà, anzi probabilmente fra quelli che leggono a qualcuno è successo pure di peggio...


Se vi ho mostrato questa foto, a parte l'egocentrismo che mi porta a tenere un blog, è solo per dirvi che sarebbe bastato tenere il men nella posizione corretta per risparmiarsi uno spaghetto (spavento) di 10, 15 minuti buoni...e relativo dolore protatto a tutt'ora.


Inzomma, promemoria della giornata... TESTA BASSA, SEMPRE!



A chi obietterà i rischi relativi l'offrire più facilmente all'avversario un colpo a men...rispondo...ok...tenete la testa alta...poi però sono tutti cazzi vostri!

Re Lear - andiamo?



Andiamo ragà? 

Dal 14 Ottobre al 2 Novembre! (sul calendario c'è scritto il 3... mah!).

Su su, organizziamo!

Chi c'è e quando c'è?

Io posso i weekend!

Scarabocchiato da GiO il 12.10.08 3 COMMENTI Link a questo post  

La morte e la guerriera - V

Una lama rifletteva i primi raggi del sole muovendosi nell'aria.
Ripeteva quel rituale tutte le mattine.
La lama tagliava l'aria, lei tagliava i pensieri, i ricordi, i dubbi che non poteva permettersi di avere.
Ci sarebbe stato un momento anche per quelli, ma non ora, forse dopo, se mai ci sarebbe stato un dopo.
Non lo sapeva, non le interessava. Il suo obiettivo era un altro e per raggiungerlo doveva essere fredda. Come l'acciaio della sua spada.

Lo sentì arrivare. Lo ignorò, finchè non fu lui a rompere il silenzio.


"Sei diventata abile in quel gioco...Felix"
"Non è un gioco Samyr e non chiamarmi Felix"
"Come vuoi Nemica, o forse dovrei dire Felicia? Che razza di nome sarebbe?"
"E' un nome, questa è una spada e se la usassi per tagliarti la gola importerebbe più come si chiama o quanto la lama è affilata?"
"Temo che 'Spada', pronunciato in qualche lingua che non mi sovviene, voglia proprio dire lama affilata Felicia, per cui temo tu mi stia dando ragione, seppur incosapevolmente"
"Morirai avendo ragione, questo ti rende felice?"
"Estasiato, se solo fosse possibile..."


Un respiro dopo la lama di lei premeva sulla gola del ragazzo, non vi era traccia di paura sul suo volto.


"Non perdere tempo con me Samyr"
"Se sto perdendo il mio tempo con te è per evitare che il tempo perda te"


La lama allentò la pressione, gli occhi fissi nei suoi.


"Da quando alla morte interessano le ragioni delle parti fratello?"
"Da quando le furie ti urlando nella testa sorella?"
"FALLA FINITA! Uccidimi o lasciami andare"
"...Come vuoi Felicia..."


Samyr abbassò il cappuccio, un vento gelido si sollevò ghiacciando la brina sull'erba, uccidendo i fiori, seccando gli alberi. Durò un istante, poi calò.

A Felicia sanguinava il naso, la spada che teneva in mano era esplosa in una nube di polvere metallica ora luccicante sui fili d'erba.


"Che le furie ti abbandonino sorella, la vendetta non è cosa per te"


Samyr le voltò le spalle scomparendo ai suoi occhi.

Lei cadde al suolo. Generale di un esercito di cadaveri.

Sull'erba sangue, ghiaccio e lacrime... ciò che la vendetta ci lascia nel cuore.




[...]





Gli esploratori comunicarono la notizia al sovrano: l'esercito della Nemica era stato sterminato, nessun segno di uno scontro, i soldati erano tutti morti nelle loro tende.

Il sovrano non aveva osato sperare tanto, mentre sul suo volto si dipingeva un sorriso soddisfatto, la sua mente corse a pensare a quale sarebbe stato il prezzo di questo suo trionfo.

La tenda della Nemica era vuota. Fuggita? Catturata dal sicario? Avrebbe aspettato.

Un figlio oramai uomo era desideroso di prendere il suo posto e lui sarebbe stato felice di cederglielo, una volta risolta questa questione ed essersi naturalmente goduto qualche anno di pace.

Con questi pensieri percorreva il corridoio verso la sala del trono. Il sole era calato presto e nell'aria vi era l'odore di cenere che preannuncia l'arrivo della neve. Perso nei suoi pensieri il re si strinse nel mantello.

I due soldati della sua guardia spalancarono le porte al re seguendolo poi all'interno della sala, come da protocollo.
Rischiarono di travolgerlo quando questi si immobilizzò fissando il fondo della sala.

Suo figlio lo osservava seduto sul trono, un filo di sangue gli colava da un angolo della bocca mentre degli occhi si poteva vedere solo il bianco.

Non si accorse dei due tonfi alle sue spalle mentre correva verso suo figlio.
Non fece caso alla brina ghiacciata sui vetri.
Non notò il vapore che la sua bocca emetteva ad ogni respiro mentre le lacrime gli offuscavano la vista.

Sentì invece la voce che temeva sussurrargli nel cuore...


...Questo è il mio prezzo Re.



Fu così che tutto iniziò...

FINE